Dal 5 al 7 dicembre scorsi, a Riccione, si è svolto il Convegno nazionale degli educatori e animatori di Azione Cattolica, dal titolo “Verso l’alto. Per una scelta educativa fedele al Vangelo e alla vita”. Un appuntamento che ha riunito educatori, animatori e responsabili associativi provenienti da tutta Italia, desiderosi di confrontarsi sul compito educativo oggi, sempre più complesso e al tempo stesso affascinante. Anche l’Azione Cattolica della diocesi di Ales-Terralba ha preso parte all’iniziativa con dodici partecipanti, 5 educatori e 7 aiuto educatori, che hanno vissuto tre giorni intensi di formazione, preghiera, dialogo e condivisione.
Il convegno ha offerto un ricco programma, scandito da plenarie, mini-convegni tematici e momenti di confronto, guidati da relatori di livello nazionale, esperti nei campi della pedagogia, della psicologia, della pastorale e dell’educazione. Il filo conduttore dell’intero percorso è stato il richiamo alla figura di Pier Giorgio Frassati di recente canonizzazione lo scorso 7 settembre. Pier Giorgio è stato un giovane testimone di una fede vissuta con autenticità e slancio, capace di unire spiritualità, impegno sociale e amicizia. Il suo celebre invito a vivere “verso l’alto” ha accompagnato le riflessioni dei partecipanti, sollecitando ciascuno a riscoprire il senso profondo del servizio educativo.
Grande spazio è stato dato all’ascolto delle diverse realtà associative, uscire dai confini della propria parrocchia o diocesi aiuta a cogliere la ricchezza di un’associazione nazionale come l’Azione Cattolica, capace di offrire uno sguardo ampio sulla Chiesa e sulla società, e di sostenere gli educatori nel loro impegno quotidiano.
Significativa, in questo senso, la testimonianza di Giada, giovane educatrice, che racconta così la sua esperienza: «L’esperienza di Riccione mi ha permesso di capire perché mi sono presa l’impegno di essere educatrice. Ogni mini-convegno e momento di dialogo con gli altri mi ha aiutato a comprendere, anche grazie a degli esperti, cosa vivono e provano i ragazzi e come noi educatori, che siamo per loro un punto di riferimento, possiamo comprenderli e accompagnarli nel percorso della loro vita. Ha arricchito il mio bagaglio che porto nella quotidianità in oratorio e nella realtà parrocchiale».
Parole che restituiscono il valore concreto di un’esperienza che non resta confinata a un evento, ma diventa stimolo e responsabilità nel servizio educativo di ogni giorno.
Per noi sardi, prendere parte ad iniziative di questo tipo comporta un impegno economico importante rispetto alla maggior parte dei partecipanti delle altre regioni, ma la nostra partecipazione è stata resa possibile grazie all’impegno economico delle famiglie dei partecipanti e anche grazie al contributo dell’8×1000, che ha permesso di investire nella formazione e nel futuro dell’associazione. Un segno concreto di una Chiesa che crede nell’educazione e nel cammino condiviso, sempre “verso l’alto”.
Gli educatori ACR

