Casa anziani “Santi Anna e Gioacchino”
Un altro dei servizi creati dal Centro d’Ascolto Madonna del Rosario, nello spirito dell’impegno sociale a favore degli ultimi e della testimonianza della carità è la Casa “Anna e Gioacchino”, in risposta all’esigenza di assistenza agli anziani, sempre più numerosi e sempre più esposti alla solitudine. Nasce nel 2006, ma è progettata fin dal 2000. Ed è sorta grazie alla generosità di alcuni membri della comunità parrocchiale. Metà del terreno su cui sorge quest’edificio è stato donato dalla buonanima del signor Angelo Serra, l’altra metà era di proprietà dello stesso Don Angelo. Ma è giusto ricordare anche altri benefattori: la famiglia Valentini, lombarda, che donò anche le vetrate presenti nella chiesa parrocchiale Madonna del Rosario e un giapponese che proprio in questa parrocchia ricevette il battesimo all’età di 80 anni.
Un’attenta ricerca nel nostro territorio, in particolare nel Medio Campidano, e in generale nella Sardegna, ha dato prova che in quegli anni è esistita, e in questi anni esiste ancora, la necessità impellente di una casa come questa per accogliere gli anziani che non possono essere seguiti dai familiari. I mutamenti stessi che hanno riguardato la famiglia non consentono più l’assistenza familiare agli anziani non più autonomi, neanche a quelli più amati.
Gli anziani fanno parte degli “ultimi” e pertanto meritano il primo posto. I loro bisogni sono complessi. È necessario stare attenti anche alle loro condizioni economiche per cui si cerca di venire incontro, nei limiti del possibile, anche a persone che non possono sostenere del tutto il costo di questa ospitalità. Agli operatori, volontari o dipendenti, si chiede assistenza, ma soprattutto l’accoglienza. La stessa struttura è stata concepita in funzione di un’accoglienza dignitosa e confortante: confortevoli sono le camere, gli spazi comuni ampi e adatti ad offrire opportunità di iniziative e stimoli numerosi per valorizzare la vita comune.
Questa vita comunitaria si svolge in un edificio a un piano di 1.200 mq, che contiene 12 camere, 2 ampi saloni, Direzione, segreteria, sala da pranzo, servizi alle persone, ambienti medici, la Cappella. Nel seminterrato c’è un ampio locale più palestra, servizi, lavanderia. È ampio lo spazio per la ginnastica e i laboratori di creatività. Attorno alla casa un grande parco, ma anche una vigna e un uliveto. La casa è collegata con la comunità di Villacidro con mezzi propri della Direzione e con mezzi pubblici. Gli ospiti possono partecipare alle attività culturali, sportive e di socializzazione della comunità di Villacidro. Il personale della struttura è formato per questa accoglienza. Personale e ospiti sono chiamati a vivere in spirito di famiglia; gli operatori non solo offrono il servizio di assistenza, ma condividono la vita degli ospiti in un rapporto reciproco di muto aiuto e di crescita per migliorare la qualità della vita in tutti i suoi aspetti. Da diversi anni son anche presenti due sacerdoti che offrono assistenza spirituale.
Le attività regolari della casa di riposo riguardano: consentire le uscite degli ospiti in ambito familiare; laboratori ludico ricreativi (attività manuali, di manipolazione e stimolazione cognitiva, attività sensoriali, musicoterapia, ginnastica dolce), concerti – spesso è presente il gruppo “Donne in Musica” –; progetti che coinvolgono collaborazioni esterne per particolari forme di assistenza; si svolgono anche tirocini formativi per il personale; si utilizza il servizio civile. Altre attività sono: il Servizio di nonno Parking (servizi giornalieri offerti ad anziani esterni); camposcuola “Estate al Centro” (servizio rivolto ad alunni della scuola primaria dove i “nonni” sono parte integrante delle attività ludicoricreative).
Importante anche la collaborazione con la Cooperativa “La Clessidra” che in questa struttura trova lo spazio per lavorare con alcuni disabili. Spesso gli spazi della struttura sono anche messi a disposizione, su richiesta, di attività culturali in cui anche gli anziani/ospiti vengono coinvolti e godono della compagnia degli esterni. Nell’operare ci si propone sempre di mettere in primo piano le esigenze reali di ciascun ospite, ci si impegna ad assicurare il valore sacro della vita umana promuovendo la dignità di ciascuno nella sua originalità e diversità con un particolare atteggiamento di “attenzione premurosa verso la persona”; ci si impegna a vivere lo spirito di famiglia costruendo relazioni di fraternità e di condivisione
Caterina Saba




