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Terralba. Preparativi per la Settimana Santa

Le mani femminili tra fede e tradizione

Nei periodi, in cui ci si avvicina a feste religiose importanti la chiesa si prepara a viverle con grande intensità e bellezza. Sono tante le cose da fare nelle parrocchie, alcune delle quali, vengono svolte sempre dalle donne per rendere la chiesa accogliente con pulizia, decoro e addobbi floreali. Nella Settimana Santa le donne sono protagoniste, anche, di alcuni momenti che richiedono tutta la delicatezza delle mani femminili, in cui la fede si intreccia con la tradizione, come per la vestizione della Madonna. Un compito che, a Terralba, in passato era svolto da anziane signore custodi di una piccola Madonnina che era sempre pronta per i riti, poi venne sostituita con una statua più grande, per volere di Don Madau e del compianto Don Roberto Lai.

Nei primi mesi del 2025, per volere dei parroci Don Andrea e Don Mattia, la statua della Madonna è stata restaurata e ora attende il momento della vestizione per la processione del Venerdì Santo, de Su Scravamentu e dell’Incontro.

La vestizione della Madonna, dell’Addolorata e dell’Incontro che è sempre la stessa, da oltre dieci anni viene eseguita da tre signore, che ho incontrato recentemente e molto gentilmente mi hanno dato testimonianza di un momento, da loro, tanto atteso con fede e devozione. Con grande emozione raccontano di quanta spiritualità ci sia in questi momenti, nei quali ognuna di loro, porge alla Madonna, anche, le proprie preghiere. Possiamo dire che queste donne custodiscono quella tradizione, tramandata di madre in figlia, affidatagli dai sacerdoti. Ricordano piacevolmente le parole di Don Madau che diceva, fiducioso nell’operato delle donne, che la vestizione era un compito prettamente femminile, precludendo l’accesso agli uomini.

La vestizione della Madonna a lutto viene fatta il mercoledì pomeriggio. All’abito nero viene appuntato un cuore in argento trafitto da sette spade, che simboleggiano i sette dolori, infine una parrucca, recentemente acquistata con le offerte dei fedeli, viene posata sul capo e sopra di essa un velo in pizzo nero. Completano il tutto un fazzoletto bianco, un bracciale porta oli profumati come quelli che profumarono il corpo di Gesù e una grande corona, anch’essa da poco ripulita e lucidata. Il sabato pomeriggio la Madonna svestita dagli abiti a lutto viene abbellita con l’abito della festa di color beige con variopinti ricami floreali, un bracciale con gli oli profumati, in più c’è una novità, si tratta di un bouquet con sette roselline.

L’introduzione del bouquet è stata un’idea di Don Daniele Porcu allora seminarista, il quale pensò che un mazzolino in mano alla Madonna fosse di buon augurio per i sette seminaristi aspiranti al sacerdozio. Oggi, tutti e sette, come il numero di quelle rose, sono diventati sacerdoti.

La svestizione avviene otto giorni dopo la Pasqua a cura delle donne, che durante le celebrazioni lasciano il posto agli uomini della Confraternita. Poi, la Madonna viene riportata in sacrestia in attesa che si rinnovi un’altra Pasca Manna.

Un altro gruppo di signore, invece, il venerdì pomeriggio prepara il letto dove verrà deposto il Cristo dopo Su Scravementu. Anche questo è un lavoro che richiede precisione e delicatezza per sistemare i teli rossi e disporre i fiori, calle, iris e velo da sposa che abbelliscono e profumano il letto del Cristo. Alla fine della chiacchierata le signore che con generosità hanno aperto il loro cuore e con discrezione hanno raccontato di un momento personale di fede, mi salutano con un augurale “A atrus annus”! Deus bolat!

Rosalba Cocco

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