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Riforma dell’assistenza territoriale: il distretto Ales-Terralba fa rete per la nuova sanità di prossimità

Confronto a Mogoro sull’attuazione del PNRR: ASL, sindaci e associazioni insieme per ricucire il legame tra sanità e territorio dopo gli anni della pandemia.

I servizi per la Salute in Italia stanno avendo una trasformazione importante che passa da un nuovo disegno.

Nel periodo del COVID il sistema sanitario nazionale ha dovuto prendere atto di come i servizi sanitari stiano stati allontanati dal territorio o meglio, si siano indeboliti nell’impostazione che, dalla riforma sanitaria del 1978 (legge 833/78) in poi, nel percorso di progressiva aziendalizzazione nella logica efficentista.

L’occasione della nuova Riforma è stata fornita dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.) e dal D.M. 77/2022 che ha disegnato un percorso di trasformazione dei servizi per la Salute orientato ad avvicinare progressivamente i servizi alle persone anche attraverso veri e propri processi di Attiv-Azione comunitaria.

Di questo si è parlato nel corso dell’evento svolto a Mogoro il 10 luglio scorso sul tema. “La Salute delle Comunità. La Riforma dell’assistenza territoriale (DM 77/2022): a che punto siamo nel territorio” e promosso insieme dal Comune di Mogoro quale ente capofila dell’Ambito PLUS distretto socio sanitario di Ales Terralba, dalla ASL di Oristano e dall’Alleanza per le Case della Comunità costituita da ACLI, CSVNET, CITTADINANZATTIVA, CARD, CNCA, EURICSE, FORUM DISEGUAGLIANZE E DIVERSITA’, MOVI, PRIMA LA COMUNITÀ, RETE CIVIA SALUTE, FORUM TERZO SETTORE, CARD.

L’Alleanza costituita da organizzazioni del terzo settore e delle professioni sanitarie, è nata per sviluppare “una forte e comune azione politica nell’ambito di uno scenario pianificatorio molto critico nel quale sono presenti fortissime spinte per svuotare di valori e di significato la Casa della comunità”. Le associazioni aderenti all’Alleanza si uniscono sull’iniziativa dell’Associazione Prima la Comunità di cui è presidente don Virginio Colmegna fondatore della Casa della Carita nella diocesi di Milano. Le Case della comunità per come pensate devono essere progetti in grado di attivare le comunità costruendo le giuste condizioni per la tutela della Salute delle persone in modo collaborativo con i servizi sanitari.

Le Case della Comunità saranno parte dei nuovi servizi nel distretto di Ales-Terralba, nel cui territorio verranno potenziati il Poliambulatorio di Mogoro e nascerà un’Ospedale di Comunità negli spazi ASL di Ales. Le Case della Comunità saranno presenti a Terralba, Ales e Laconi (già operativa). Si avvieranno servizi professionali quali gli infermieri di famiglia e di Comunità, il potenziamento dei servizi domiciliari, si adotterà il lavoro stabile di equipe multidisciplinari che progressivamente coinvolgeranno i professionisti di ambito sociale e del terzo settore in una logica integrata. Verrà attivata la Centrale Operativa Territoriale con il compito di raccordare i servizi tra loro e definire la destinazione più adeguata per le persone bisognose di assistenza sanitaria.

Nel corso dell’evento sono intervenuti Il Sindaco di Mogoro Luca Orrù, per l’Allenza Antonello Caria dirigente regionale delle ACLI, Andrea PianU portavoce del Forum del terzo settore della Sardegna e presidente di Legacoop sociali, Alessio Mandis direttore del Centro di servizi per il Volontariato Sardegna. L’Assessora alla Salute di Mogoro Amelia Melis, la responsabile dell’Ufficio di Piano PLUS dottoressa Maria Antonietta Gallittu. La direttrice generale della ASL di Oristano Maria Garzia Cattina, con i dirigenti sanitari Irde, Muggianu e Cossu.

Per l’Alleanza per le Case della Comunità Antonello Caria delle ACLI  ritiene: “importante che il percorso di attuazione del nuovo sistema dei servizi veda effettivamente partecipi le Comunità locali con le loro articolazioni. Scuola, servizi sociali, terzo settore, Parrocchie, lavorano in modo rilevante tutti i giorni costruendo attività e servizi che contribuiscono a potenziare la salute delle persone, devono per questo essere parte del processo in connessione con i servizi sanitari territoriali. Del resto questo è previsto dalle stesse linee di indirizzo che hanno disegnato la Riforma, che fanno grande leva sulla partecipazione dei cittadini anche attraverso percorsi di co-programmazione, co-progettazione e co-produzione, in cui è determinante il ruolo di volontariato e terzo settore.”

Per Amelia Melis Assessora ai Servizi Sociali e alla Salute del Comune di Mogoro ente gestore dell’Ambito PLUS distretto socio-sanitario di Ales-Terralba: “la partecipazione dei Comuni è centrale nella riorganizzazione socio-sanitaria voluta dal DM 77/2022, in quanto gli Enti Locali,  nell’essere le istituzioni di massima vicinanza rispetto al cittadino, ben possono interpretare i bisogni della propria comunità ed essere, pertanto, promotori dei rapporti collaborativi con la ASL, le istituzioni e le formazioni civili e religiose del territorio, i soggetti del terzo settore, le organizzazioni, le associazioni e le cooperative locali.

E’ indubbio, infatti, come nel nuovo processo in atto, rivolto al benessere comunitario e alla realizzazione di modelli di intervento sociale tra cittadini, famiglie, istituzioni sanitarie ed amministrative, scuola, chiesa, volontariato ed associazioni, il ruolo di ogni comune sia fondamentale: dopotutto il Comune non è un semplice esecutore, ma, il titolare per legge delle funzioni amministrative e rappresentative costituzionalmente garantite. Il Comune è, quindi, un effettivo protagonista degli schemi programmatori locali e delle attività di coo-progettazione e coo-gestione dei servizi socio-sanitari territoriali.

Le amministrazioni locali, dunque, non sono estranee ai meccanismi di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, ma, al contrario, affianco ai restanti partecipanti, devono agire in modo congiunto per garantire -alla comunità- un livello essenziale di sanità e dei servizi sociali accessibili e vicini al cittadino, attraverso la realizzazione di tutti quei nuovi presidi di prossimità, come le Case della Comunità”.

Ma quale strumento può consentire ai comuni di agire come attori delle politiche sociosanitarie del territorio e partecipare al funzionamento delle Case delle Comunità?

Si tratta del PLUS, ossia del “Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona”, istituito dalla legge regionale n. 23/2005, in attuazione della legge quadro n. 328/200, per agevolare la ridefinizione delle modalità di programmazione sanitaria e sociale territoriale e favorire la partecipazione diretta degli enti locali nel processo di costruzione delle politiche sociosanitarie. Attraverso questo strumento i comuni ricompresi nel distretto sociosanitario di riferimento svolgono in forma associata le attività di programmazione, progettazione, gestione e valutazione dei bisogni locali e dei correlati interventi necessari, con lo scopo di favorire il benessere del singolo e della comunità, ovvero l’adeguata assistenza sanitaria e la partecipazione ed inclusione sociale.

Il PLUS  dell’ambito Ales Terralba è composto da 32 comuni (Albagiara, Ales, Arborea, Assolo, Asuni, Baradili, Baressa, Curcuris, Genoni, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Laconi, Marrubiu, Masullas, Mogorella, Mogoro, Morgongiori, Nureci, Pau, Pompu, Ruinas, San Nicolò d’Arcidano, Senis, Simala, Sini, Siris, Terralba, Uras, Usellus, Villa Sant’Antonio e Villa Verde), di cui Mogoro è ente capofila ed affidatario della gestione congiunta delle rispettive funzioni amministrative per la concretizzazione unitaria degli interventi socio-sanitari del territorio.

Per tutte queste motivazioni e come, anche, ribadito dall’Assessora: “Mogoro, con il suo polo ambulatoriale, che sarà parte integrante del nuovo modello organizzativo del distretto socio-sanitario, in collegamento  con le Case della Comunità di Ales, Terralba, Laconi e con l’Ospedale di Comunità del Territorio, intende esercitare con fermezza il proprio compito di coordinatore, amministratore e gestore dei fondi e dei servizi socio-assistenziali di tutti i comuni facenti parte del distretto socio-sanitario”.

In quest’ottica, perciò, e con lo spirito rappresentativo della totalità dei comuni partecipanti, l’incontro svoltosi ha inteso rafforzare il senso di unione e collaborazione tra le 32 amministrazioni coinvolte, con il fine di rinnovare il patto sociale tra le istituzioni comunali, gli enti del terzo settore, il Dirigente scolastico, i parroci del territorio, i volontari ed ogni altro componente di associazioni e cooperative interessate, inclusa, altresì, di pari importanza e rilievo, l’ASL di Oristano.

A tal ultimo riguardo, la dottoressa Maria Grazia Cattina DG, appunto, della Asl di Oristano afferma: “Abbiamo accolto con interesse l’invito da parte dell’associazione Alleanza per le Case della Comunità e del Comune di Mogoro a partecipare all’evento di informazione, inserito in una serie di attività avviate dalla Direzione generale della Asl di Oristano per le Case della Comunità. Abbiamo avviato da subito un percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale che vede come perno le Case della Comunità, in cui trovano attuazione i principi della medicina di prossimità e della presa in carico dei pazienti con patologie croniche. E’ presto per stilare un bilancio, visto che le Case della comunità sono state avviate di recente e sono ancora in fase di sviluppo, ma abbiamo gettato le basi per un’assistenza territoriale più moderna e vicina a cittadine e cittadini”.

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