Un volume scientifico svela i segreti e la storia antica dell’altopiano.
Sabato 28 marzo 2026 nella sede della Consulta Giovanile di Siddi è stata presentata la pubblicazione Il paesaggio nuragico del Pran’e Siddi, un’opera scientifica curata degli archeologi Mauro Perra ed Emily Holt, che annovera i contributi degli studiosi Davide Schirru e Julia Gustafsson.
Questo libro evidenzia l’importanza a livello internazionale dei monumenti archeologici dislocati nell’altopiano di Siddi per gli studiosi della civiltà nuragica.
I numerosi partecipanti sono stati accolti dal sindaco Marco Pisanu e dagli autori Emily Holt e Davide Schirru, intervenuti per presentare i risultati dei loro recenti studi.
Sotto gli strati dei nuraghi svettati, testimoni silenti di una storia lontana, ancora oggi si nascondono le tracce e i segreti di una civiltà che rimane per molti aspetti avvolta nel mistero.
L’altopiano di Siddi – ha ribadito il sindaco – rappresenta per la comunità l’essenza stessa del nostro paese. Esso costituisce un bene inestimabile dal punto di vista ambientale, naturalistico e archeologico, al quale il paese è legato da un profondo vincolo ancestrale. Oggi gli studiosi considerano l’altopiano di Siddi uno scrigno prezioso e affascinante.
Il libro è stato distribuito ad ogni famiglia, perché in ogni casa sia custodita la testimonianza del grande patrimonio archeologico presente nell’altopiano di Siddi, che rimanda alla storia di questo ridente borgo antico.

L’altopiano di Siddi rappresenta un laboratorio di studi, – ha detto l’archeologo Davide Schirru – portato ad esempio anche in un convegno tenutosi in Germania la settimana scorsa.
Secondo lo studioso, esso offre la possibilità di circoscrivere agevolmente un’area d’indagine che porta luce sui meccanismi culturali che stanno alla base delle edificazioni delle torri nuragiche.
La distribuzione dei 16 nuraghi presenti in questo altopiano rimanda, infatti, a precise scelte culturali della civiltà nuragica e chiunque voglia studiare questa tematica non potrà fare a meno di confrontarsi con il patrimonio archeologico dell’altopiano di Siddi, ha aggiunto lo studioso.
L’archeologa Emily Holt ha rimarcato l’importanza che questo libro riveste oggi nel panorama della letteratura archeologica della Sardegna, perché esso rappresenta un momento culminante di una ricerca lunga e molto significativa.
Questo libro – ha spiegato l’archeologa, che dal 2009 dirige gli scavi nell’altopiano di Siddi – non parla solo di un sito archeologico ma di tutto un sistema insediativo, che diventa un punto essenziale per poter indagare in profondità una cultura antica.
Un libro, – afferma la dott.ssa Holt – che studia l’archeologia di Siddi come la storia di un intero territorio. Si tratta di uno dei pochi libri ora in Sardegna che si pone un obiettivo difficile: indagare a tutto campo il funzionamento articolato e complesso di un popolo del passato.
Il paesaggio nuragico del Pran’e Siddi è quindi un’opera scientifica innovativa che consente di studiare una comunità nuragica nel suo interagire con gli altri siti vicini, con le pratiche della campagna, con l’ambiente e la natura delle zone circostanti.
Arcangelo Cau

