Nello Spazio Sardegna e nello Stand AES al Lingotto dal 14 al 18 maggio
Si chiude con un bilancio fiduciosamente positivo la partecipazione dell’Associazione Editori Sardi alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, realizzata insieme alla Regione Sardegna e all’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, in collaborazione e con il sostegno della Fondazione di Sardegna. L’edizione 2026 ha registrato numeri di grande rilievo, con oltre mille spazi espositivi, trentasei sale incontro, otto laboratori, un pubblico complessivo di 250mila presenze. La crescita delle affluenze nei giorni feriali, la forte partecipazione giovanile e l’aumento degli abbonamenti confermano un cambiamento nelle modalità di fruizione del Salone, sempre più vissuto come luogo di ritorno e di relazione.
In questo contesto, l’anno dedicato a Il mondo salvato dai ragazzini ha visto una presenza scolastica particolarmente significativa, con 35mila studenti e docenti, e un pubblico under 35 che rappresenta quasi la metà dei visitatori. Sono dati che confermano l’attenzione crescente delle nuove generazioni verso il libro e la lettura, e che restituiscono un quadro dinamico e in evoluzione.
Per avere più chiara la dimensione del pubblico del Salone, esclusa la popolazione scolastica che lo ha frequentato, il 24% dei visitatori e delle visitatrici è stato under 25, il 49% dei visitatori under 35, il 63% under 45. Percentuali che rivelano un mondo di lettrici e lettori che danno fiducia all’intero comparto librario nella diversità delle proposte presentate.
Per la Sardegna, il 2026 ha rappresentato un’occasione di particolare valore simbolico e culturale. La coincidenza del centenario del Premio Nobel a Grazia Deledda, del riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas e dei 40 anni dell’Associazione Editori Sardi ha permesso di presentare a Torino un progetto unitario, riconoscibile, capace di intrecciare memoria e contemporaneità. Con trentatré case editrici, quattro marchi, due ospiti istituzionali e oltre quarantotto appuntamenti, la presenza sarda ha offerto un’immagine corale della produzione editoriale isolana, sostenuta da una selezione ragionata dei cataloghi nello stand regionale, più di ampio respiro in quello dell’Aes, e da un programma che ha integrato letteratura, musica, cinema e dialoghi con autori e autrici.
Il claim La volta dipinta di stelle ha fornito la cornice narrativa dell’intero progetto. L’illustrazione di Paola Serra, con la bambina che guarda il cielo stellato attraverso l’apertura di una domus e il servetto custode dell’Anellino d’argento, ha restituito un’immagine di incontro tra generazioni, patrimonio e immaginazione. Un’immagine che dialoga naturalmente con il tema del Salone e che ha contribuito a rendere riconoscibile la presenza sarda all’interno di un contesto nazionale molto articolato.
Dal punto di vista dell’Associazione Editori Sardi, il risultato è positivo in modo concreto e misurabile. La posizione dello stand, l’afflusso costante di pubblico, l’interesse verso i titoli presentati, la qualità degli incontri e la possibilità di dialogare con lettori, operatori e istituzioni hanno rafforzato la visibilità del sistema editoriale regionale. Le case editrici hanno registrato un incremento di attenzione e di vendite, confermando il ruolo del Salone come piattaforma strategica per la promozione del libro sardo e per l’apertura di nuove relazioni professionali.
La Sardegna torna da Torino con un’immagine solida e coerente, capace di rappresentare la ricchezza della propria produzione culturale senza ricorrere a toni celebrativi. È un risultato che incoraggia a proseguire nel lavoro di costruzione di una presenza editoriale riconoscibile, radicata e aperta, e che conferma la funzione dell’AES come presidio di identità e di progettualità culturale. Una presenza che, anche quest’anno, ha saputo inserirsi con misura e autorevolezza nella più ampia narrazione del Salone.
Le dichiarazioni di Simonetta Castia, presidente Associazione Editori Sardi
“Chiudiamo questa edizione del Salone con la consapevolezza che l’editoria sarda possa contare su case editrici che continuano a investire con convinzione e responsabilità nel proprio lavoro, nonostante le difficoltà del settore.
Il riscontro del pubblico ci incoraggia. I libri e gli autori proposti hanno incontrato interesse e attenzione, e vedere tanti giovani lettori attraversare lo Spazio Sardegna rappresenta un segnale importante. Molti visitatori conoscevano poco la Sardegna e hanno scelto di avvicinarsi ai nostri libri per scoprirla meglio, confermando il valore culturale di questo dialogo.
Anche i numeri restituiscono un quadro positivo. Nei due spazi espositivi dedicati all’editoria sarda si registra un incremento delle vendite rispetto allo scorso anno: +10% nello stand istituzionale della Regione Sardegna e un incremento, più marcato e sensibile, del 30%, nello spazio gestito dall’Associazione Editori Sardi con il sostegno della Fondazione di Sardegna.
Sono dati che confermano come investire nell’incontro tra libri e lettori sia una scelta giusta e strategica. Crediamo di aver lavorato bene, ma sappiamo anche che esistono margini importanti per crescere ancora e rendere la presenza della Sardegna sempre più forte, riconoscibile e capace di creare nuove relazioni attorno ai libri e alle storie dell’Isola che nei saloni e nelle fiere del libro devono o dovrebbero rimanere i veri protagonisti insieme agli spazi di incontro con il pubblico.”

