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113 Ministri straordinari da 26 parrocchie

Un cammino di santità per voi, di carità verso gli altri

“Il ministro straordinario della Comunione compie un servizio che non può ridursi a un semplice portare l’Eucarestia, ma nel portare nella sua persona tutta la Chiesa che si avvicina al malato, compie un gesto di amore, accoglienza, attenzione. Questa è certamente un’opera di misericordia che qualifica e porta alle sue origini questo straordinario ministero”, questa l’esortazione del vescovo di Ales- Terralba Mons. Roberto Carboni che lo scorso 28 febbraio nella Chiesa Cattedrale di Ales ha istituito i Ministri Straordinari della Comunione.

Ben 113 fedeli, uomini e donne laici, arrivati da 26 comunità parrocchiali e istituti religiosi della diocesi, hanno ricevuto il mandato per svolgere il loro prezioso servizio nella distribuzione dell’Eucaristia, da portare agli infermi e agli anziani. Volete assumere l’ufficio di ministri straordinari della Comunione per il servizio e l’edificazione della Chiesa? Volete impegnarvi con diligente attenzione e con profondo rispetto nella distribuzione dell’Eucarestia? A queste domande poste dal vescovo è risuonando un corale e convinto “Si, lo voglio” come risposta che si eleva dalla folla di fedeli nella navata centrale.

Una folta rappresentanza della comunità diocesana si è unita a questo momento di preghiera durante la Santa Messa, animata dal Coro Diocesano “Mons. Gibertini”, diretto dal maestro Luigi Cau, sostenendo con affetto e vicinanza coloro che hanno assunto questo importante ministero nella Chiesa.

“È significativo di fronte a tutta l’assemblea”, sottolinea il vescovo nella sua omelia, “il gesto di questi ministri che dopo aver ricevuto essi stessi la comunione, ricevono la teca dell’altare e si recano presso le membra ammalate della comunità. Il pane eucaristico non è una cosa ma la presenza vera e sacramentale di una Persona. Il modo di custodirla e di portarla nelle case o negli ospedali non solo è un atto di fede, ma anche un annuncio evangelizzante per la gente”.

Il vescovo ha poi espresso la sua riconoscenza: “Cari fratelli e sorelle, sento necessaria una parola di gratitudine per il vostro servizio alla comunità cristiana. È un cammino di santità per voi, di carità verso gli altri, di collaborazione attiva alla comunità e al presbiterio, una manifestazione chiara e bella della vocazione battesimale che abbiamo tutti ricevuto per l’edificazione della Chiesa. Vi invito non solo a far pregare con voi le persone che visitate ma anche pregare per le persone sofferenti, anziane, sole, perché la vostra presenza sia anche rivestita di questo dono della preghiera”.

La celebrazione segna il termine del percorso formativo importante “Il conferimento del ministero conclude un percorso avviato da tempo: alcuni hanno rinnovato il mandato altri iniziano oggi per la prima volta”, spiega don Mattia Porcu, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. “Questo importante momento per i nostri fratelli e sorelle è stato preceduto da un percorso formativo che la diocesi con il suo Ufficio liturgico e l’Ufficio pastorale salute, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Religiose “Mons. G. M. Pilo” ha offerto in un ciclo di incontri a San Gavino, nella biblioteca dell’Istituto, a gennaio e febbraio. Questi uomini e donne sono inviati a nome della Chiesa a distribuire l’Eucarestia agli ammalati e anziani, che non possono partecipare alla messa e si rendono presenti come portatori di quel sacramento dell’Eucaristia, dono di Gesù Risorto alla sua Chiesa”.

Stefania Pusceddu

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